L’approvazione del modello di Certificazione Unica 2026 (CU 2026) segna un passaggio fondamentale per il consolidamento della Riforma dello Sport. Con il Provvedimento n. 15707 del 15 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto modifiche strutturali che richiedono una gestione attenta e tempestiva da parte di ASD, SSD e club professionistici.
Il Calendario delle Scadenze 2026
La principale novità procedurale riguarda il sistema a tre scadenze per la trasmissione telematica:
- 16 Marzo 2026: Termine per quanto corrisposto a fronte delle collaborazioni che alimentano la dichiarazione precompilata (lavoro subordinato e co.co.co. sopra i 15.000 euro). Entro questa data va consegnata la CU sintetica a tutti i percipienti.
- 30 Aprile 2026: Scadenza per i compensi corrisposti ai professionisti con partita IVA abituale.
- 2 Novembre 2026: Termine finale per i redditi esenti (compensi sportivi entro la soglia di 15.000 euro).
Cosa cambia nella compilazione?
Il modello 2026 introduce nuovi campi (787-790) dedicati al monitoraggio della durata del rapporto di lavoro per le prestazioni esenti. È fondamentale mappare con precisione le date di inizio e cessazione delle attività per consentire il corretto calcolo del cuneo fiscale. Segnaliamo inoltre l’abolizione dei codici N2 e N3 nel quadro del lavoro autonomo, sostituiti dalla causale “M” per le prestazioni occasionali.
La franchigia dei 15.000 euro
L’Agenzia delle Entrate, con la recente Risposta n. 14/2025, ha confermato che la soglia di esenzione di 15.000 euro opera come franchigia unica annua e non va riproporzionata in base ai mesi lavorati. Chi lavora pochi mesi l’anno gode dunque della stessa protezione fiscale di chi opera per l’intero esercizio.
Riflessioni sul Futuro e Approfondimenti Interpretativi
La struttura della CU 2026 rivela una tendenza inarrestabile verso la digitalizzazione e l’automazione del controllo fiscale nel settore non-profit. L’inserimento di dettagli relativi alla durata del rapporto (campi 787-790) suggerisce che l’amministrazione finanziaria intenda incrociare questi dati con le comunicazioni obbligatorie al Centro per l’Impiego (Unilav/Unisport), rendendo praticamente impossibile l’omissione di compensi o la mancata regolarizzazione dei rapporti di lavoro.
L’Impatto dei Premi Sportivi dal 2026
Un elemento di discontinuità che emergerà con forza nel 2026 riguarda il trattamento dei premi corrisposti agli atleti. Per effetto del D. Lgs. n. 33/2025, dal 1° gennaio 2026 scompare l’esenzione dalle ritenute per i premi inferiori a 300 euro. Sebbene questa novità riguardi i pagamenti effettuati nel 2026 (che saranno oggetto della CU 2027), gli enti devono già predisporre i sistemi gestionali per questa transizione, che vedrà l’applicazione di una ritenuta a titolo d’imposta del 20% su ogni somma corrisposta a titolo di premio.
Gestione del Cuneo Fiscale per i Collaboratori Sportivi
La sezione “Somma che non concorre alla formazione del reddito” (campi 718-741) rappresenta una sfida tecnica notevole. Gli enti sportivi devono integrare i redditi esenti (punto 720) nel calcolo della capacità reddituale complessiva del lavoratore per verificare se questi abbia diritto alla somma integrativa. Questo significa che una co.co.co. sportiva, pur essendo esente da Irpef fino a 15.000 euro, concorre a formare il reddito di riferimento per l’accesso ai benefici dello Stato. Una compilazione errata di questi campi potrebbe portare il lavoratore a ricevere bonus non spettanti, con conseguente obbligo di restituzione in sede di dichiarazione dei redditi e potenziale responsabilità per il sostituto d’imposta.
Conclusioni
La Certificazione Unica 2026 per gli enti sportivi si configura come uno strumento di precisione chirurgica. Il passaggio dalla gestione semplificata del passato a un modello che richiede l’indicazione di date di inizio/fine rapporto, codici causali aggiornati e dati analitici per il cuneo fiscale impone un salto di qualità professionale ai dirigenti sportivi e ai loro consulenti.
Il rispetto delle tre scadenze (marzo, aprile, novembre) deve essere interpretato non solo come un obbligo di legge, ma come un servizio al lavoratore sportivo, che grazie alla tempestività del sostituto potrà beneficiare di una dichiarazione precompilata corretta e completa. La chiarezza interpretativa offerta dalla Risposta n. 14/2025 sulla franchigia dei 15.000 euro fornisce finalmente un terreno solido su cui operare, eliminando i dubbi legati al pro-rata temporale e facilitando la gestione dei rapporti stagionali tipici del mondo dello sport.
La CU 2026 rappresenta quindi la definitiva “maturazione” del lavoro sportivo, portandolo all’interno del grande alveo della previdenza e della fiscalità generale, pur mantenendo quelle agevolazioni che sono necessarie per la sopravvivenza e lo sviluppo del movimento dilettantistico nazionale. Gli enti che sapranno gestire questa complessità con trasparenza e competenza ne usciranno rafforzati, consolidando la propria reputazione istituzionale e la fiducia dei propri tesserati e collaboratori.


